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mercoledì 5 febbraio 2014

PHOTON 120 (1965)

Le origini della ormai leggendaria DIANA risalgono agli anni '60 e a un'azienda di Hong-Kong denominata Great Wall Plastic Co.
 
Si trattava di una fotocamera di modestissime pretese realizzata interamente in plastica e dall'aspetto molto fragile ma in grado di scattare ben 16 pose con negativi di formato quadro 4x4cm su pellicola in rullo 120.
Nonostante all'epoca del lancio fosse schernita dai cultori della fotografia "seria", questa fotocamera riscosse un successo di vendite e una fama planetaria, grazie alla facilità di utilizzo e al prezzo molto accessibile.
Per farsi un idea, si pensi che la Diana fu venduta con almeno 10 nomi diversi e con dfferenze solo marginali tra una versione e l'altra!
 
 
A dispetto di tutto, per molti la Diana fu il primo passo verso la fotografia e le immagini generate dalla sua lente in plastica, sebbene lontane dall'alta fedeltà, furono l'unico mezzo accessibile per immortalare ricordi di famiglia e persone care...
 
La PHOTON 120, venduta anche col nome DIANA DE LUXE, fu solo una della tante varianti proposte negli anni dalla Great Wall Plastic Co. caratterizzata da alcuni dettagli un po' più eleganti e una costruzione più solida della Diana standard.
 
 
A ben vedere vi erano anche altre differenze tra cui:
- Il formato delle foto: 12 fotografie 6X6 su un rullo 120, al posto delle 16 in formato 4X4 del modello standard.
- Un obiettivo migliorato, denominato "SUPERIOR LENS"
- Il pulsante di scatto si trova sulla parte superiore invece che sull’obiettivo
- La presenza di una slitta flash con contatto caldo, che permette l'utilizzo dei normali flash
Per il resto, la semplicità d'uso è quella proverbiale della Diana: messa a fuoco su 3 differenti distanze, diaframma regolabile su tre diverse posizioni e tempo di scatto singolo.
Cessata la produzione sul finire degli anni '70, la Diana e le sue sorelle sono rapidamente finite nel dimenticatoio o usate come "Toy Cameras" ossia "Macchine-Giocattolo" date in mano ai ragazzini per giocarci o per fargli compiere i primi passi in fotografia.
 
Negli anni '90, però, tutto è cambiato e lo stesso concetto di fotografia ha subito delle revisioni che, lo si ammetta o no, hanno portato molti ad avvicinarsi alla fotografia pur senza aver letto manuali, riviste o frequentato corsi...
E' nata la LOMOGRAFIA il cui motto è "Cogli l'attimo" e cioè scattare d'istinto, per strada, senza curarsi delle impostazioni migliori. 
 
E così il mondo della fotografia si è spaccato in due: da un lato i colossi storici che creano digitali sempre più evolute e a prova di errore. Dall'altro lato coloro che cercano volutamente il mosso, che sostengono ancora la superiorità della pellicola rispetto al sensore e che alimentano una crescente fetta di mercato dell'analogico.
Ma, oltre ai lomografi, sono stati i cinesi a "cogliere l'attimo"... sotto la spinta del mercato è stata riavviata la produzione della DIANA ma sono nati anche nuovi cloni come la HOLGA, venduti a prezzi da capogiro!!!
Le care e semplici DIANA, tanto derise in passato, oggi vengono prodotte di nuovo dalla Lomographic Society e vendute a caro prezzo agli appassionati di tutto il mondo. Le ottiche un tempo bistrattate oggi sono emulate senza successo da Photoshop e dagli altri software di grafica e fotoritocco e vengono perfino montate sulle fotocamere reflex di fascia professionale... Quando si dice "il tempo è galantuomo"! 
 
Per ulteriori informazioni su questo modello visitate il seguente link:
http://www.allandetrich.com/diana.htm

1 commento:

  1. Uguale alla Dana 120, anche lei clone della Diana, fin nei particolari.

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