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martedì 3 settembre 2013

LOMO LC-A (1984)

Molti ricorderanno che, subito dopo la caduta del Muro di Berlino, l'Europa fu invasa da orde di cittadini russi e polacchi che vendevano merce dell'est, comprese le macchine fotografiche. 
 
Nello stesso periodo (1991) due studenti austriaci in vacanza a Praga scovarono in un mercatino delle pulci una piccola macchina fotografica dell’epoca sovietica che stimolò la loro curiosità e ne acquistarono alcuni pezzi. Di ritorno dal loro viaggio, i due giovani viennesi offrirono queste macchinette ai loro amici da questi ad altri ancora. In breve i due furono sommersi dalle richieste e si scatenò una corsa all'acquisto di queste fotocamere, considerate cimeli dell'era comunista...
 
 
La filosofia dello "scatta senza pensare" legata a queste fotocamere ha dato vita a un imponente movimento artistico su scala mondiale, denominato LOMOGRAFIA.
In lomografia tutti i canoni tradizionali vengono sovvertiti e l'unica cosa davvero importante è "cogliere l'attimo". 
 
Il mosso, lo sfocato, le dominanti di colore, la vignettatura non sono più errori da evitare ma effetti desiderati e le fotocamere che li creano sono ambitissime.
Questo "stile" fotografico ha portato alla ribalta mondiale le macchine sovietiche di marca LOMO, prima sconosciute nel mondo occidentale.
 
 
Oggi la produzione e la vendita di fotocamere a pellicola è legata quasi esclusivamente al mondo della lomografia: è stata riavviata la produzione delle lomo sovietiche e di modelli ormai dimenticati, come la Diana, ma è proliferata anche la produzione di "spazzatura cinese" come le "Holga", "Fisheye", "Action Sampler, ecc. Tuttavia, questi moderni "giocattoli" in plastica,, venduti a caro prezzo e le stesse "repliche" delle fotocamere LOMO originali, quasi sempre cadono a pezzi dopo pochi rullini scattati... 
 
La LOMO LC-A ossia "Lomo Kompakt Automat" è il modello che ha dato vita al movimento delle LOMOGRAFIA, di cui ho parlato in precedenza.
Si tratta di una fotocamera prodotta in Unione Sovietica dal 1984 al 2005 replicando lo stile e la tecnica della giapponese COSINA CX-2.
Purtroppo dal 2006 la produzione è stata spostata in Cina utilizzando le ottiche sovietiche fino ad esaurimento scorte e dal 2007 è interamente fabbricata dai cinesi, con tutte le conseguenze annesse...
Seppure di aspetto moderno, la prima LOMO LC-A è un prodotto interamente sovietico e, dunque, costruito per durare da un popolo che non conosceva nè il consumismo nè l'odierno concetto di "usa e getta".
 
Il corpo compatto, lo stile inconfondibile e le peculiari qualità dell'ottica ne fanno uno dei simboli dell'ex Unione Sovietica e un classico della fotografia.
La dotazione tecnica include:
- Rinomata ottica LOMO "MINITAR 1" con focale di 32mm
- Aperture diaframma da f/2.8 a f/16
- Otturatore centrale lamellare con tempi di scatto da 2sec. a 1/500 sec. in automatico oppure a tempo singolo 1/60sec. se usata a priorità di diaframmi
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su 4 differenti zone
- Esposimetro con cellula CDS e sensibilità da 25 a 400 ISO
- Slitta e contatto caldo di sincoronizzazione per flash esterno
 
Nonostante le batterie siano impiegate per il controllo dell'esposizione, dei diaframmi e dell'otturatore quando venga usata in modalità completamente automatica, questa fotocamera può essere utilizzata anche in modalità a priorità di diaframmi: in tal caso il tempo di scatto è fisso a 1/60sec. mentre l'utente può impostare liberamente il diaframma. In questo caso lo scatto è azionabile anche in assenza di batterie.   
 

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