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lunedì 2 settembre 2013

CLOSTER II A (1952)

Il periodo dell'immediato dopoguerra e della ricostruzione fu molto fecondo per l'industria fotografica italiana, che riflette la voglia del popolo italiano di tornare alla normalità dopo le rovine della Guerra e l'occupazione nazista.
 
In questo contesto, l'azienda CLOSTER COSTRUZIONI FOTOGRAFICHE SRL nasce a Roma nel 1949, su iniziativa di alcuni ex dipendenti della RECTAFLEX, e si afferma immediatamente per la qualità e l'ingegno dei suoi prodotti, tra cui la "Princess" 35mm a telemetro. 
 
 
Sulla scia della reputazione e del successo della Princess nel 1952, le fu affiancata la CLOSTER II A; un modello sempre 35mm ma contraddistinto da una maggiore compattezza e una meccanica un po' meno sofisticata. 
 
La realizzazione della CLOSTER IIA restava rigorosamente in metallo, ma con un corpo ultra-compatto e caratterizzato da linee sobrie e rassicuranti in stile LEICA.
Neppure la meccanica rinunciava a piccole chicche tecniche come l'obiettivo collassabile nel corpo macchina, dotato di capacità di focheggiare e diaframmabile come nelle migliori fotocamere dell'epoca.
Il dorso è interamente rimovibile dal corpo macchina per accedere al vano pellicola ed è presente anche il contatto di sincronizzazione per il flash esterno. 
 
 
Queste le principali caratteristiche:
- Obiettivo denominato "MIZAR ANASTIGMAT" con focale di 50mm
- Diaframma a iride con apertura variabile tra f/4.5 e f/16
- Otturatore centrale lamellare con tempi di scatto da 1/25sec. a 1/300sec.
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione di una levetta alla base del corpo obiettivo
- Slitta e contatto per il flash esterno
 
Da notare il peculiare funzionamento di questo modello, che è progettato in modo da prevenire le doppie esposizioni. Al momento della carica del rullino lo scorrimento della pellicola si arresta quando è in posizione il primo fotogramma ed è possibile armare l’otturatore e scattare. Al momento dello scatto una barretta trasversale di colore rosso compare nel mirino per indicare che quel fotogramma è già stato esposto e viene inibita la possibilità di far avanzare la pellicola verso un nuovo fotogramma. 
Per consentire lo scatto successivo è necessario azionare la levetta posta sulla parte posteriore dell’apparecchio (accanto all’oculare) portandola dalla posizione B alla posizione 1: tale operazione fa sparire dall’oculare la barretta rossa, riattiva l’avanzamento della pellicola e, dopo aver riarmato l’otturatore, è possibile procedere con il secondo scatto. Il passaggio della levetta posteriore da B a 2 consente anche il riavvolgimento della pellicola.
 
Per ulteriori info su questo modello visitate:
http://www.storiadellafotografia.it/2011/10/20/fotocamera-closter-iia/

1 commento:

  1. Salve! Io ho una Closter II b. Mi saprebbe dire l'anno di fabricazione? Grazie!!!

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