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giovedì 19 dicembre 2013

OLYMPUS PEN EE (1961)

La OLYMPUS PEN è nata dalla matita di Yoshihisa Maitani, il geniale capo tecnico della Olympus che in oltre 40 anni ha firmato alcune delle fotocamere di maggiore successo: dalla Olumpus pen, al sistema reflex OM, alla XA e la Mju.
 
La PEN del 1959 è stata la prima fotocamera giapponese progettata per il formato "Mezzo Leica" impiegando le comuni pellicole 35mm. Di fatto, si trattò di una delle fotocamere più compatte in assoluto per il formato 35mm ed infatti fu pensata per garantire la massima portabilità, quasi fosse una penna (da cui derivò il suo nome PEN = PENNA).   
 
 
Il successo di questo modello negli anni fu tale che anche gli altri costruttori giapponesi realizzarono modelli-clone con caratteristiche simili e neppure l'avvento della  ultracompatta (ma costosissima) Rollei 35 riuscì ad oscurarne la popolarità.
 
Nel corso di circa 25 anni venenro realizzate numerose varianti della Pen, tra cui anche una versione reflex (Pen F) e la produzione di questo modello è continuata fino al 1983.
Dal 2009 questa autentica icona della fotografia è ritornata a nuova vita in veste della Digital Pen.  
 
 
Introdotta nel 1961, la OLYMPUS PEN EE rappresenta una versione ad uso semplificato del modello originario, infatti essa è dotata della capacità di esposizione automatica ed è immediatamente riconoscibile per la presenza dell'esposimetro al selenio dislocato intorno alla lente dell'obiettivo.
 
Per il resto, è realizzata interamente in metallo come le altre sue "sorelle" e,  discrezione dell'utente, la macchina può funzionare in modalità completamente automatica o semi-automatica a priorità di diaframmi: in questo caso l'utente seleziona l'apertura diaframma e la fotocamera fa il resto.
L'aspetto più ingegnoso e singolare studiato da Olympus a tutela dell'utente riguarda, tuttavia, la presenza di un segnale rosso nel mirino, che compare solo nelle condizioni di luce insufficiente e impedisce lo scatto, prevenendo il rischio di foto sotto-esposte.
  
Queste le principali specifiche tecniche:
- Obiettivo Olympus "D. ZUIKO" in 4 elementi (tipo Zeiss Tessar) con focale di 28mm
- Diaframma con aperture da f/3.5 a f/22
- Otturatore centrale lamellare con tempi di scatto di 1/40sec. e 1/200sec. selezionati automaticamente dalla fotocamera
- Esposimetro con cellula al selenio (10-200 ISO) dislocata intorno alla lente, che fornisce una lettura più accurata e tiene conto anche di eventuali filtri equipaggiati sull'obiettivo
- Inquadratura con mirino galileiano, con segnale indicatore di sotto-esposizione
- Predisposizione per filtri diametro 22,5mm
- Contatto di sincronizzazione per flash esterno
 
Al di la dello stile e del mito che la circonda, forse la caratteristica più interessante di questa fotocamera è che si tratta di un modello "mezzo Leica", ossiaimpiega le comuni pellicole 35mm ma è in grado di scattare due pose su ogni singolo fotogramma e ciò permette di raddoppiare la capacità d ciascun rullino! Insomma su un rullino da 36 pose si possono scattare ben 72 foto, con grande risparmio sia sui costi di sviluppo che di acquisto delle pellicole.
Cos'altro volete da una fotocamera? Rara, inconfondibile e half frame...
 

MINOLTA MINOLTINA P (1963)

Nei primi anni '60 tutti i principali costruttori lanciarono sul mercato fotocamere di tipo "automatico", ossia dotate di una gestione dei tempi di scatto e del diaframma parzialmente o completamente assistita dall'elettronica. 
 
L'intento era di favorire la diffusione della fotografia consentendo anche ai principianti di godere della qualità tecnica ed ottica prima riservata solo agli utenti più esperti.
 
 
La giapponese MINOLTA fu uno dei pionieri in questo campo, col lancio della "HI-MATIC" già nel 1962. Questo modello di grande qualità costruttiva, stile moderno e dotato un ottica straordinaria, contribuì molto a rafforzare l'immagine del marchio, che divenne presto leader nella costruzione di fotocamere della nuova generazione.
 
Il passo successivo fu di realizzare un modello di dimensioni più compatte, più maneggevole e altrettanto semplice da utilizzare...
 
 
Al suo debutto (1963) la MINOLTINA P era una fotocamera all'avanguardia per la compattezza delle dimensioni, la completezza della dotazione e modernissima sul piano tecnico.
Caratterizzata da dimensioni decisamente più compatte rispetto alla sorella Hi-Matic e al resto della concorrenza, la MINOLTINA P era una fotocamera semplice ed intuitiva da usare: bastava puntare la fotocamera verso il soggetto da inquadrare e osservare la posizione assunta dell'ago dell'esposimetro nella parte superiore della fotocamera; a questo punto era sufficiente ruotare la ghiera dell'esposizione posta sull'obiettivo fino ad allineare i due indicatori situati nel riquadro già menzionato e la fotocamera avrebbe impostato automaticamente i tempi e diaframmi necessari per ottenere una perfetta esposizione.  
 
La dotazione tecnica, dopo mezzo secolo, è ancora di tutto rispetto e include:
- Obiettivo MINOLTA ROKKOR con focale di 38mm
- Diaframma a iride con aperture da f/2.8 a f/22
- Otturatore centrale lamellare CITIZEN-L con tempi di scatto  da 1/30 sec. a 1/250 sec.
- Inquadratura con mirino di tipo galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica e in simboli
- Esposimetro al selenio con sensibilità 25-800 ASA/ISO
- Autoscatto
- Contatto di sincronizzazione per flash esterno
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore mediante cavetto flessibile
 
Concludendo, è opportuno precisare che questa macchina è ancora pienamente fruibile poiche l'esposimetro è alimentato ad energia solare e non necessita di alcuna batteria per funzionare. La qualità dell'ottica Minolta garantirà sempre foto nitide e colori brillanti.
 

YASHICA 35 ME (1972)

Gli anni '70 si possono considerare la vera e propria età dell'oro per le fotocamere  compatte 35mm: si realizzavano ancora corpi macchina interamente in metallo ma dotati di una elettronica sempre più sofisticata e di ottiche dalle prestazioni superlative.
 
Ormai i colossi tedeschi che avevano dominato il mercato fotografico negli anni '50 e '60 cedevano inesorabilmente il campo alla concorrenza giapponese. Ma mentre alcuni nomi come Nikon o Pentax restavano ancora orientati al mercato della fotografia professionale, altri come Yashica, Ricoh, Konica e Olympus furoreggiavano con le loro compatte di eccellenza!
 
 
Modelli come le Olympus 35, Minolta Hi-Matic e Konica C35 stupivano il mondo per la straordinaria qualità delle loro ottiche, per il corpo compatto e il design moderno e l'elettronica sofisticata che consentiva foto sempre perfette... "a prova di errore".
 
La YASHICA 35 ME è stata una tra le fotocamere di maggiore successo degli anni '70 tra le compatte per il formato 35mm.
Grazie a un corpo macchina tascabile, una linea moderna e accattivante, una dotazione tecnica di altissimo livello e una costruzione di qualità divenne una delle fotocamere più ambite tra gli appassionati di fotografia.
I vantaggi offerti non erano pochi: anzitutto le dimensioni veramente tascabili; in secondo luogo, la presenza di una ottica in 4 elementi di alta qualità capace di restituire immagini  nitide e colori vibranti.
 
 
Alla qualità dell'ottica si aggiungeva un esposimetro di ultima generazione, inserito direttamente nel barilotto dell'obiettivo per cui quando si impiegavano dei filtri non occorreva calcolare alcun fattore di correzione dell'esposizione, la quale veniva determinata tenendo conto anche della presenza del filtro davanti all'obiettivo. 
 

La dotazione tecnica è ancora oggi di tutto rispetto e include:
- Obiettivo YASHINON in 4 elementi con focale di 38mm
- Diaframma con aperture da f/2.8 a f/14
- Otturatore centrale lamellare di tipo COPAL a controllo elettronico programmato con tempi di scatto  da 1/30 sec. a 1/650sec.
- Inquadratura con mirino galileiano, con indicazione del tempo di scatto e apertura diaframma
- Messa a fuoco a partire da 1mt. mediante rotazione della ghiera dell'obiettivo
- Esposimetro di tipo Cds dislocato sull'obiettivo per una lettura accurata della luminosità della scena e con sensibilità da 25 a 400 ISO
- Slitta per flash esterno e contatto caldo di sincronizzazione
- Predisposizione per filtri di diametro 46mm
 
Questa splendida compatta costituisce una scelta ideale per chi si avvicini per la prima volta alla fotografia tradizionale a pellicola e voglia sperimentarne il fascino senza complicarsi la vita con numerosi settaggi. La qualità dei risultati è garantita!
 
Per ulteriori info e per farvi un idea della qualità delle foto ottenibili con questo piccolo gioiello visitate i seguenti link:
http://camera-wiki.org/wiki/Yashica_35-ME
http://www.flickr.com/groups/yashica35me/
 

RODENSTOCK RODELLA (1932)

Fondato nel 1877, il marchio RODENSTOCK è uno dei più antichi e apprezzati produttori tedeschi di ottiche professionali. Da ormai oltre un secolo le ottiche Rodenstock equipaggiano i migliori modelli di proiettori, ingranditori per la stampa, banchi ottici e fotocamere di fascia professionale. 
 
Purtroppo, si tratta di un marchio meno noto alla generazione dei fotografi digitali ma che in ambito professionale gode di una fama e prestigio pari alle sue rivali storiche, Zeiss e Schneider.  
 
 
Trattandosi di una azienda specializzata nella fabbricazione di ottiche, le fotocamere con marchio RODENSTOCK sono state prodotte in pochissimi esemplari e pertanto oggi sono rarissime se non addirittura introvabili.
 
Il modello RODELLA del 1932 era un piccolo gioiello di tecnica e stile, dalle dimensioni sorprendentemente tascabili.
La sua struttura prevede un soffietto di tipo auto-estensibile, che la rende immediatamente pronta allo scatto ma l'aspetto più originale riguarda proprio il singolare meccanismo di scorrimento della piastra porta-ottica, che è collegata da quattro braccetti in metallo che tendono il soffietto  e mettono la fotocamera in posizione di utilizzo al semplice tocco di un pulsante.
 
 
Per il resto, la fotocamera è realizzata con grande attenzione per i dettagli e con una componentistica (ottiche e d otturatore) di prim'ordine per l'epoca.
 
Questa le principali caratteristiche tecniche:
- Obiettivo RODENSTOCK "Trinar Anastigmat" con focale di 50mm
- Diaframma a iride fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, con aperture da f/2.9 a f/12.5
- Otturatore centrale lamellare "COMPUR" prodotto dalla F. Deckel con 8 tempi di scatto, da 1sec. a 1/300sec e posa B
- Inquadratura con mirino a traguardo
- Messa a fuoco su scala metrica mediante scorrimento a vite dell’obiettivo
- Possibilità di comando a distanza dello scatto mediante cavetto flessibile
 
Come accade in tutti gli apparecchi di questo tipo, la pellicola viene fatta avanzare ruotando un pomello e non esiste un "fine corsa": l'utente deve fermarsi al momento giusto, controllando il numeretto stampato sul lato posteriore della pellicola e che appare da un'apposita finestra sul dorso della fotocamera. 
 
Questo aspetto tecnico è molto interessante poichè consente di realizzare esposizioni multiple su uno stesso fotogramma e dunque, attraverso la fusione di due o più foto, ottenere effetti molto artistici.
 
La RODENSTOCK RODELLA realizza ben 16 negativi di dimensioni 3x4cm su ciascun rullo di pellicola tipo 127.
Quanto alla reperibilità delle pelilcole, tengo a precisare che alcune case (Rollei, Efke, Maco, Bluefire) PRODUCONO ANCORA le pellicole formato 127.
Ecco qualche link utile:
http://www.macodirect.de/rollei-nightbird-p-1957.html
http://www.frugalphotographer.com/cat127.htm
http://www.fotoimpex.de
 
 
Per chi voglia cimentarsi, la qualità delle ottiche è eccelsa...

martedì 5 novembre 2013

KONICA C35 AUTOMATIC (1971)

Gli anni '70 si possono considerare la vera e propria età dell'oro per le fotocamere  compatte 35mm: si realizzavano ancora corpi macchina interamente in metallo ma dotati di una elettronica sempre più sofisticata e di ottiche dalle prestazioni superlative.
 
Ormai i colossi tedeschi che avevano dominato il mercato fotografico negli anni '50 e '60 cedevano inesorabilmente il campo alla concorrenza giapponese. Ma mentre alcuni nomi come Nikon o Pentax restavano ancora orientati al mercato della fotografia professionale, altri come Ricoh, Chinon, Konica, Petri e Olympus furoreggiavano con le loro compatte di eccellenza!
 
 
Modelli come le Olympus 35, Minolta Hi-Matic e Konica C35 stupivano il mondo per la straordinaria qualità delle loro ottiche, per il corpo compatto e il design moderno e l'elettronica sofisticata che consentiva foto sempre perfette... "a prova di errore".
 
La KONICA C35 AUTOMATIC è stata una autentica icona degli anni '70 tra le fotocamere compatte per il formato 35mm. 
 
 
Grazie a un corpo macchina tascabile, una linea moderna e accattivante, una dotazione tecnica di altissimo livello e una costruzione di qualità divenne un punto di riferimento per tanti modelli concorrenti che la seguirono a breve distanza dal lancio.
 
Anzitutto, fino ad allora non era dato di trovare una fotocamera a telemetro dalle dimensioni così compatte. In secondo luogo, la fotocamera era dotata di una raffinata e luminosa ottica in 4 elementi, ma soprattutto di un esposimetro di ultima generazione, inserito direttamente nel barilotto dell'obiettivo per cui quando si impiegavano dei filtri non occorreva calcolare alcun fattore di correzione dell'esposizione, la quale veniva determinata tenendo conto anche della presenza del filtro davanti all'obiettivo.  
 
La dotazione tecnica è ancora oggi di tutto rispetto e include:
- Obiettivo KONICA HEXANON in 4 elementi con focale di 38mm
- Diaframma con aperture da f/2.8 a f/14
- Otturatore centrale lamellare di tipo "COPAL B MAT" a controllo elettronico
programmato con tempi di scatto  da 1/30 sec. a 1/650 più la posa B.
- Inquadratura con mirino galileiano, con indicazione del tempo di scatto e apertura diaframma
- Messa a fuoco mediante telemetro a a partire da 1mt.
- Esposimetro di tipo Cds dislocato sull'obiettivo per una lettura accurata della luminosità della scena e con sensibilità da 25 a 400 iso
- Autoscatto
- Slitta per flash esterno e contatto caldo di sincronizzazione
- Predisposizione per filtri di diametro 46mm
 
Questa splendida telemetro compatta costituisce una scelta ideale per chi si avvicini per la prima volta alla fotografia tradizionale a pellicola e voglia sperimentarne il fascino senza complicarsi la vita con numerosi settaggi. La qualità dei risultati è garantita!