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sabato 29 dicembre 2012

ILFORD SPORTI (1959)

Sul finire degli anni '50 le pellicole in rulli per il medio formato 120 e 127 erano ancora la tipologia preferita dai consumatori ma le fotocamere che le impiegavano (box e a soffietto) erano ormai in declino e occorrevano prodotti nuovi e attraenti per poter competere con le più moderne e compatte 35mm.
 
Per alcuni anni si andò affermando una nuova generazione di fotocamere: le medio formato a corpo rigido o con obiettivo rientrante, montato su un tubo telescopico a molla, che avevano dimensioni molto simili a una 35mm ma impiegavano la pellicola in rulli 120 di qualità ben superiore. 
 

Proprio partendo da questo schema tecnico, ILFORD fece realizzare un modello a corpo rigido, la SPORTI, che era in tutto e per tutto simile a una fotocamera 35mm ma impiegava la pellicola in rulli 120 e realizzava foto di formato quadrato con negativi 6x6cm.
 
L'esempio di Ilford fu presto imitato da Agfa (ISOLY) e dai cinesi con la DIANA, divenuta prima un successo mondiale e poi una vera icona della lomografia. Pensate
che ancora oggi si fabbricano le LOMO "HOLGA" secondo lo schema tecnico tracciato per la prima volta dalla ILFORD SPORTI nel 1959.
 
A differenza della rivale Agfa Isoly (realizzata in lamierino) e delle cinesi Diana e Holga (realizzate in plastica della qualità più scadente) il corpo della ILFORD SPORTI era interamente realizzato in metallo dalla tedesca Dacora.
 
Ovviamente anche l'ottica era di fabbricazione tedesca mentre il resto della meccanica era improntato alla massima semplicità: regolazione della messa a fuoco, 2 aperture diaframma selezionabili e tempo di scatto singolo (1/60 sec.) garantiscono foto decenti anche agli utenti meno esperti.
 
Questa fotocamera è particolarmente consigliata per un utilizzo in lomografia,  grazie alle caratteristiche della sua lente, capace di esaltare oltremodo la saturazione dei colori e per la presenza di una evidente vignettatura del bordo immagine.
 
In passato questi apetti erano considerati indice di bassa qualità delle ottiche e conseguenza del basso costo di queste macchine ma dagli anni '90, con l'esplosione della LOMOGRAFIA, tutto è cambiato e anzi oggi si cerca di riprodurre perfino via software gli effetti e le "aberrazioni" di quelle lenti.
 
Cultori della "Street Photograpy" e artisti dell'immagine, inesperti e smanettoni hanno cominciato ad acquistare e utilizzare queste macchine preferendole al digitale, tant'è che oggi le uniche macchine a pellicola ancora prodotte e vendute sono quasi esclusivamente di tipo lomografico.
Non acquistate una moderna Holga cinese che cade a pezzi dopo pochi rullini!!!
Questa solida medio formato di fabbricazione tedesca non vi deluderà. 
 

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