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venerdì 25 maggio 2012

KODAK BROWNIE STARMETER (1960)

Fin da inizio secolo le macchine box avevano segnato un'epoca ma sul finire degli anni '50, avvalendosi della plasmabilità delle materie plastiche, Kodak riuscì ad offrire fotocamere dallo stile completamente rinnovato e all'avanguardia, con i modelli della serie "Brownie Star".
 
Si trattava dì una linea di prodotti radicalmente nuova, che del passato conservava solo il nome "Brownie" ma che riscosse un successo di vendite altrettanto vasto in tutto il pianeta.
 
Il modello BROWNIE STARMETER del 1960 rispondeva in pieno a quella che era la "mission" principale di Kodak, ossia favorire il consumo di pellicole anche tra i fotografi meno esperti, e infatti fu uno dei cavalli di battaglia della casa americana.
 
Compatta ed ergonomica, era facile da impugnare anche dal gentil sesso e stava comodamente nella tasca di un giaccone.
Oltre che per la sua linea, questa macchina si distingueva anche per la straordinaria luminosità del mirino, che consentiva una agevole inquadratura anche in condizioni di scarsa luce. Inoltre, era dotata di contatti di sincronizzazione per flash esterno e  di un esposimetro incorporato che consentiva di ottenere sempre foto correttamente esposte.
 
Dal punto di vista tecnico, la Brownie Starmite è quanto di più semplice da usare: inserita la pellicola e impostata la sensibilità dell'esposimetro, questo restituisce un valore su cui impostare l'apertura diaframma. Il tempo di scatto è singolo.
 
Al pari di una biottica o di una Hasselblad, la fotocamera in oggetto realizza foto di formato quadrato, ma con negativi di dimensioni 4x4cm su pellicola tipo 127.
Quanto alla reperibilità delle pelicole, tengo a precisare che alcune case (Efke e Maco) PRODUCONO ANCORA le pellicole formato 127. 
 
Un sistema più economico è di impiegare le comuni pellicole 35mm, come mostrato dall' ottimo Giuseppe Di Cillo nel suo blog:
http://dicillo.blogspot.com/2007/09/35-mm-in-127-camera-tutorial.html
In questo caso viene sfruttata l'intera area sensibile della pellicola e si ottiene il caratteristico effetto della foto che presenta i fori di trascinamento nella parte inferiore e superiore... un effetto ricreato anche con Photoshop da molti fotografi professionisti!
 
Concludo dicendovi che questa macchina oggi è utilizzabile anche in lomografia,  per le caratteristiche della sua ottica, capace di esaltare oltremodo la saturazione dei colori e la presenza di una evidente vignettatura del bordo immagine.
 
In passato questi apetti erano considerati indice di bassa qualità delle ottiche e conseguenza del basso costo di queste macchine ma dagli anni '90, con l'esplosione della LOMOGRAFIA, tutto è cambiato e anzi oggi si cerca di riprodurre perfino via software gli effetti e le "aberrazioni" di quelle lenti.
 
Cultori della "Street Photograpy" e artisti dell'immagine, inesperti e smanettoni hanno cominciato ad acquistare e utilizzare queste macchine preferendole al digitale, tant'è che oggi le uniche macchine a pellicola ancora prodotte e vendute sono quasi esclusivamente di tipo lomografico.
Non acquistate una moderna Holga cinese che cade a pezzi dopo pochi rullini!!!
Questa splendida opera di design firmata da "KODAK" (i padri della fotografia moderna) non vi deluderà. 
 
Per ulteriori informazioni su questo modello ed esempi delle sue foto visitate il seguente link:
http://www.garyseronik.com/?q=node/56

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