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venerdì 10 febbraio 2012

IMPERIAL MARK XII FLASH (1953)

Nella fiorente industria fotografica americana, gli anni '40 e '50 sono caratterizzati dalla sperimentazione di nuovi materiali quali la bakelite e la plastica, sua discendente. 
 
Grazie all'impiego di questi innovativi materiali e alla loro plasmabilità, ci si potè sbizzarrire con forme completamente nuove, dettate esclusivamente dalla fantasia dei designer e così le tradizionali fotocamere box, tutte simili tra loro, si trasformarono nelle originali e colorate "Minicams".
 
Gli esempi più eccellenti di questa nuova moda sono rappresentati dai gioiellini di mamma Kodak, come la "Baby Brownie" in bakelite e la miriade di altri modelli "Brownie" che la seguirono. Sulla scia del successo di Kodak fiorirono anche altre aziende, specializzate nella produzione di piccole fotocamere dalla meccanica semplice e dallo stile originale.
 
Tra queste, la Herbert George di Chicago è sicuramente la più nota per la vasta produzione di modelli dalle forme insolite e offerti in una miriade di differenti colorazioni. 
 
La "IMPERIAL MARK XII FLASH" del 1953 è sicuramente il modello più noto di questo marchio e una delle fotocamere di maggior successo negli anni '50 sul mercato americano. 
 
Come tutte le sue concorrenti, questo modello è improntato alla massima semplicità, con un unico tempo di scatto intorno a 1/50sec. e messa a fuoco all'infinito. 
 
La pellicola viene fatta avanzare con una rotella e non esiste un "fine corsa": l'utente deve fermarsi al momento giusto, controllando il numeretto stampato sulla carta che protegge il lato posteriore della pellicola e che appare da un'apposita finestra sul dorso della fotocamera. Erano presenti anche dei contatti per l'uso del flash, venduto come accessorio.
 
Oggi questa macchina resta un prodotto tecnicamente molto semplice ma la sua forma unica ne fa una vera e propria icona d'arte moderna degli anni '50.
Soprattutto, grazie alla capacità di realizzare foto di formato quadrato con negativi di dimensioni 6x6cm, si tratta di una fotocamera che può essere utilizzata in lomografia per ottenere risultati analoghi a quelli delle Diana ed Holga.
In più avrete il vanto di possedere e utilizzare una vera macchina vintage invece di uno scadente giocattolo in plastica nera "Made in China" quale è la Holga.
 
Per coloro interessati all'utilizzo di questa fotocamera e non solo a un uso espositivo, è bene sapere che il formato 620 che impiega questa macchina non è altro che il comune 120 montato su un rocchetto più sottile per cui, chi lo vuole, può tranquillamente pensare di impiegarla in lomografia.
In rete esistono numerosi tutorial illustrati che spiegano passo passo come utilizzare le comune pellicole 120 nelle macchine di formato 620. Ecco qualche esempio:
www.inficad.com/~gstewart/respool.htm
www.brownie-camera.com/respool/respool.shtml
www.prairienet.org/b-wallen/BN_Photo/Kodak620.htm
www.camerapedia.org/wiki/120_film
www.rapidphoto.net/respool.pdf
 
Se preferite, c'è addirittura chi spiega come utilizzare un normale rullino 35mm in una machina del genere:
http://dinnerpicasso.blogspot.com/2008/02/loading-35mm-film-in-kodak-duaflex-ii.html
 
Per ulteriori info ed esempi di foto scattate con questo modello, visitate il seguente link:
http://moominsean.blogspot.com/2007/08/imperial-mark-xii-flash.html

2 commenti:

  1. non la conoscevo,davvero simpatica!

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  2. la vorrei tanto...*-* sai dove potrei comprarla'??

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