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martedì 10 gennaio 2012

SARABER FINETTA 88 (1953)

Piet Sarabèr appartiene a quella schiera di imprenditori-artigiani tedeschi che nel secondo dopoguerra contribuirono al rilancio economico della Germania sconfitta in guerra. 
 
In un contesto di forte ripresa delle attività produttive e di grande fermento nell'industria fotografica, accanto ai colossi Zeiss, Agfa e Kodak c'era spazio anche per tante aziende di tipo artigianale, che realizzarono i più originali ed interessanti modelli di quell'epoca.
 
Avvalendosi dell'esperienza di Helmut Finke, uno dei tecnici veterani della Voigtlander, nel 1949 Saraber lanciò sul mercato la sua prima fotocamera, denominata "Finette". Visto il buon successo di vendite, negli anni successivi seguirono modelli sempre più complessi e dotati perfino di ottica intercambiabile... un privilegio fino allora riservato solo alle costose telemetro Leica e Contax! 
 
La "Finetta 88" del 1953 fu una delle "punte di diamante" dell'intera produzione.
La sua parentela con i modelli precedenti era solo stilistica ma si trattava di un modello completamente rinnovato in ogni sua parte.
 
Costruita intorno a un telaio in alluminio, la Finetta 88 era interamente realizzata in metallo. Il dorso posteriore formava un tutt'uno con la base e veniva fatto scorrere verso il basso per accedere al vano pellicola.
La macchina era inoltre dotata di baionetta per ottiche intercambiabili e, oltre alla lente standard, il parco ottiche includeva altre tre lenti addizionali.  
 
Per consentire l'intercambiabilità delle lenti fu realizzato un otturatore lamellare integrato nel corpo macchina anzichè all'interno dell'obiettivo come accade nelle macchine a ottica fissa.
 
Queste le principali caratteristiche tecniche:
- Lente tedesca "Finetar" con focale di 45mm e apertura max. f/2.8
- Diaframma con aperture da f/2.8 a f/16
- Otturatore centrale lamellare con tempi di scatto da 1/25sec. a 1/250 sec. più la posa B e con sincronizzazione del flash su tutti i tempi
- Slitta per flash esterno
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore a mezzo cavo flessibile
 
In conclusione, una rarissimo ed elegante gioiello artigianale, frutto dell'ingegno tedesco e della tecnica degli anni '50. 
 
Ogni dettaglio di questa macchina è realizzato con la massima cura ma, soprattutto, si tratta di una macchina semplice da usare e capace di eccellenti foto.
Ancora pienamente fruibile con pellicola 35mm ma anche di grande impatto visivo qualora desideriate semplicemente esporla in una teca.
 
Da notare che queste macchine sono molto rare poichè la produzione non raggiunse mai dimensioni industriali e soprattutto per la brevissima vita dell'azienda costruttrice, che dopo appena 7 anni di vita entrò in bancarotta.
 

1 commento:

  1. La descrizione è interessante ma non si sopporta chiamare in un commento in italiano "lente" un "obiettivo"

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