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venerdì 6 gennaio 2012

CORONET 6x6 CORO-FLASH (1954)

Il marchio Coronet, con sede a Birmingham, è uno dei nomi strorici della fotografia "Made in England", un po' come Bencini e Ferrania per noi italiani.
 
Fondata nel 1926, l'azienda produsse una ampia gamma di modelli, dalle soffietto alle box, alle macchine in bakelite, tutte contraddistinte da un fascino e uno stile inconfondibile e accattivante.
 
Per aggirare il contingentamento delle esportazioni, nel dopoguerra Coronet commissionò parte della sua produzione alla francese Tiranty e alcuni modelli vennero di fatto realizzati in Francia ed equipaggiati con lenti della Boyer.
 
Fabbricata a metà anni '50, la "6x6" è figlia di un epoca in cui proliferavano ancora le macchine per il medio formato come le Agfa Clack, Isola e Isoly, le Braun Paxina, Dacora Digna, Balda Baldixette e soprattutto le cinesi Diana.
 
Come le concorrenti, la Coronet 6x6 utilizzava pellicole di tipo 120 per produrre negativi di formato quadro ma si differenziava da tutte per la sua linea originalissima e inconfondibile.
 
Il corpo macchina della 6x6 è realizzato in bakelite nera e la sua forma trapezioidale ricorda un po' quella delle Exakta mentre il dorso è in metallo.
 
La macchina è dotata di un otturatore a battente con tempo di scatto singolo che non necessita di essere caricato prima dello scatto e di contatti per la sincronizzazione del flash. 
 
Al di là della bellezza e del fascino retrò, la Coronet 6x6 si presta benissimo anche per l'impiego in lomografia, per le caratteristiche della sua ottica, capace di esaltare oltremodo la saturazione dei colori e la presenza di una evidente vignettatura del bordo immagine.
 
In passato questi apetti erano considerati indice di bassa qualità delle ottiche e conseguenza del basso costo di queste macchine ma dagli anni '90, con l'esplosione della LOMOGRAFIA, tutto è cambiato e anzi oggi si cerca di riprodurre perfino via software gli effetti e le "aberrazioni" di quelle lenti.
  
Cultori della "Street Photograpy" e artisti dell'immagine, inesperti e smanettoni hanno cominciato ad acquistare e utilizzare queste macchine preferendole al digitale, tant'è che oggi le uniche macchine a pellicola ancora prodotte e vendute sono quasi esclusivamente di tipo lomografico.
 
Attualmente una miriade di prodotti cinesi male assemblati (Holga, Fisheye, Action Sampler, ecc.) hanno invaso il mercato a prezzi spropositati ma si tratta di macchine che cadono letteralmente a pezzi dopo pochi rullini e che non hanno paragoni con i modelli del passato e ormai da tempo fuori produzione: LOMO (le Originali Russe) DIANA, HALINA, AGFA ISOLY, BALDIXETTE e CORONET. 
 
Da segnalare, per gli artisti della fotografia, anche la possibilità di realizzare esposizioni multiple... una sorta di composizione ottenuta dalla fusione di due o più scatti sovrapposti sullo stesso fotogramma!
 
 
 
 
 
 

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