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sabato 21 gennaio 2012

BALDA SUPER BALDAMATIC (1960)

Tra la fine degli anni '50 e la prima metà degli anni '60 in Europa si assistette al maggiore boom economico del 20°secolo. Terminata la guerra, ripresero gli scambi e aumentò il benessere e i consumi, ivi compreso l'acquisto di apparecchi fotografici.
 
Soprattutto nel campo della fotografia amatoriale, si assistette al frenetico lancio di nuovi modelli da parte dei costruttori tedeschi quali Kodak, Agfa, Balda, Zeiss e Voigtlander ma anche all'invasione dell'agguerrita concorrenza giapponese (Minolta, Yashica, Canon, Konica, ecc.).  
 
I produttori giapponesi puntavano soprattutto sull'innovazione tecnologica, con modelli dalle forme innovative ma anche con ampio uso di automatismi e assistenza allo scatto (esposimetro cds, accoppiate programmate tempo/diaframma, lenti luminose e tempi di scatto fino a 1/1000sec.). 
 
L'industria tedesca, invece, restò fedele alla sua solida tradizione, con modelli completamente manuali e linee più sobrie e rassicuranti.
 
Le Balda di quegli anni sono sicuramente tra le macchine più originali e curate, sia nelle forme che sotto l'aspetto tecnico e dei materiali.  
 
Evoluzione della Baldessa disegnata dal geniale Karl-Heinz Lange, la "Super Baldamatic" ne conserva le forme scultoree ma con un mirino più ampio e luminoso dei modelli precedenti. Solida, pesante, ergonomica e straordinariamente compatta, questa macchina è ormai una vera e propria opera d'arte moderna. 
 
Anche la dotazione tecnica era e rimane ancora oggi, dopo mezzo secolo, di tutto rispetto:
- Lente BALDA "Color-Baldanar" con focale di 45mm
- Aperture diaframma variabili tra un massimo di f/2.8 e un minimo di f/22
- Otturatore centrale lamellare "Compur" con tempi di scatto da 1/30sec. a 1/500 sec.) più la posa B.
- Esposimetro con cellula al selenio

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