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sabato 3 dicembre 2011

VOIGTLANDER BRILLANT V6 (1937)

L'azienda Voigtlander nasce nel 1756, quasi 100 anni prima dell'avvento fotografia.
Per quasi un secolo la produzione riguardò ottiche per cannocchiali e binocoli ma nel 1840, subito dopo la nascita della fotografia (con Daguerre) Voigtlander realizzò la prima ottica specificamente progettatta per l'impiego in fotografia.
Un anno dopo (1841) Voigtlander realizzava la sua prima fotocamera, interamente in metallo, e nel 1862 si era arrivati a produrre già 10.000 lenti.
Questa è Voigtlander, nel primo secolo della sua storia...  una storia che dura da oltre 250 anni.
La Voigtlander Brillant V6 è un autentico pezzo di storia della fotografia. La prima versione, del 1932, era leggermente più comaptta e aveva il corpo realizzato in metallo ma nel 1937, con la versione V6 si volle sperimentare un materiale nuovo: la bakelite, antenata dei moderni polimeri.
Il nuovo modello era molto più elegante e dotato dello stesso mirino a pozzetto, particolarmente luminoso, da cui traeva origine il nome "Brillant" della macchina.
Oltre al rinnovato corpo macchina, Fu montato un otturatore più prestante dei modelli precedenti ma, soprattutto, il coperchio del mirino era dotato di uno sportellino che consentiva di mirare anche portando la macchina all'altezza degli occhi oltre che dalla posizione classica all'altezza della vita.
Un altro "miracolo" consentito dall'impiego della bakelite fu la possibilità di ricavare nel corpo macchina un vano che poteva ospitare due filtri, a cui si accede aprendo uno sportellino sul fianco della macchina! Una funzione davvero unica nel mondo della fotografia!!!
UNICA... già... e la "Brillant V6" restò unica fino alla fine della 2° Guerra Mondiale, quando fu manifestamente e impunemente copiata dai Sovietici! Con la sconfitta dei tedeschi in guerra decaddero tutti i brevetti detenuti dai principali costruttori e Sovietici e Inglesi copiarono a larghe mani da Leica, Contax e altre fotocamere edesche di eccellenza.
In particolare, la sovietica LOMO replicò integralmente il progetto della Brillant V6 per realizzare la sua celeberrima biottica "LUBITEL 2", oggi vera icona della lomografia.
Si tratta, in pratica, di una vera e propria Brillant V6 ma con lente e otturatore di fabbricazione sovietica... inutile dire che tra l'originale tedesca (che è una macchina di eccellenza) e la copia russa (modello economico destinato alle masse) intercorre un abisso in quanto a qualità costruttiva e, soprattutto, dell'ottica.
La Brillant V6 è un autentico gioiello della Germania degli anni del nazismo. Si tratta di una delle prime macchine biottiche della storia (fatta eccezione di pochi modelli di produzione artigianale che la precedettero) e di un modello che è parte di una intera famiglia di reflex biottiche rimaste in produzione fino alla metà degli anni '40.  


Dal punto di vista tecnico, queste sono le principali caratteristiche:
- Obiettivo con lente Voigtlander "Vaskar" con focale di 75mm
- Diaframma a iride fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, con aperture da f/4.5 a f/16
- Otturatore centrale a due lamelle prodotto dalla Alfred Gauthier con 8 tempi di scatto da 1sec. 1/175sec. più la posa B
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Inquadratura mediante mirino reflex a pozzetto
- Autoscatto
- Predisposizione per il comando dello scatto a distanza, mediante cavetto flessibile
Da rimarcare che la macchina utilizza pellicole di formato 120 ancora ampiamente disponibili, sia a colori che per il bianco e nero, e produce fotogrammi di formato quadrato 6x6cm.
Per maggiori info, e soprattutto per vedere esempi di foto scattate con questo modello, visitate i seguenti links:
http://photalks.com/2009/09/voigtlander-brillant-v6-756-3/
http://www.mattdentonphoto.com/cameras/v_brilliant.html
http://www.rolandandcaroline.co.uk/html/voigv6b.html
http://www.collection-appareils.fr/voigtlander/html/voigtlander_brillant_V6.php
http://www.rolandandcaroline.co.uk/lubhistory.html

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