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mercoledì 21 dicembre 2011

POLAROID 600 EXTREME (1998)

Il marchio Polaroid è legato ad un rivoluzionario processo chimico sperimentato nel 1929 dal Dr. Edwin Land e che impiegava un supporto che conteneva già al suo interno i reagenti chimici necessari per lo sviluppo dell'immagine. Nel 1947 nacque la prima fotocamera Polaroid, mediante la quale si potevano ottenere fotografie in pochi secondi dopo lo scatto.
Nella fotocamera veniva inserita una cartuccia contenente una serie di fogli fotosensibili, coperti singolarmente da una pellicola impregnata di una sostanza reagente i quali, una volta impressionati, venivano estratti manualmente da un lato della fotocamera ed in seguito (dopo circa 60 secondi) venivano separati dal foglietto reagente scoprendo così il foglio con l'immagine impressa direttamente in positivo (eliminando il passaggio del negativo e della successiva stampa che obbligava la consegna del rullino presso un laboratorio.  L'immagine si stabilizzava definitivamente nel corso di una decina di minuti.
Per la sua facilità di utilizzo, il sistema Polaroid riscosse un enorme successo, anche se la qualità di stampa non raggiunse mai il livello della stampa fotografica tradizionale. Le stampe avevano il difetto di soffrire molto l'invecchiamento e l'esposizione alla luce tanto che, in alcuni casi, già dopo pochi anni di normale conservazione, le immagini risultavano sbiadite e fortemente virate verso il blu.
Ma proprio le caratteristiche dominanti di colore e la vignettatura causata dalla scarsa qualità delle lenti in plastica fecero delle macchine Polaroid un formidabile strumento di espressione artistica: la Polaroid fu usata da Andy Warhol, amata da Helmut Newton, Nobuyoshi Araki e molti altri e divenne il simbolo di un'epoca.
Insomma, una antesignana della odierna lomografia.
La POLAROID 600 EXTREME del 1998 risale al periodo di maturità della fotografia istantanea.
Tecnicamente, si tratta di un modello dotato di otturatore a controllo elettronico, di esposimetro di tipo cds, di un flash incorporato e della gestione automatica dei tempi di posa:
- Obiettivo con lente in plastica ad elemento singolo e focale di 116mm dotato di aggiuntivo ottico incorporato per le foto da distanza ravvicinata
- Otturatore a controllo eletronico, con tempi di scatto da 1/4sec. a 1/200sec.
- Cursore di compensazione manuale dell'esposizione (Darken/lighten) che consente appunto la regolazione manuale della luminosità 
- Messa a fuoco fissa
- Flash automatico, comandato dalla fotocamera quando le condizioni di luce lo richiedono
- Manico laterale per una agevole impugnatura
Questa fotocamera realizza foto a colori di formato quadrato con dimensioni 8x8cm ed impiega cartucce di tipo "Polaroid 600" che incorporano al loro interno anche le batterie di alimentazione della macchina.
Le pellicole per questo modello sono ampiamente reperibili, sia in internet che nei negozi di articoli fotografici, per cui basta chiedere "pellicola PX600 per Polaroid".
Come per tutti i modelli Polaroid, l'aspetto più interessante è il look inconfondibile delle foto prodotte: colori particolarmente saturi e una evidente vignettatura dei bordi che fanno di ogni foto una autentica opera d'arte.
Le sue quotazioni di mercato sono destinate a crescere nei prossimi anni...
Per visionare alcuni esempi di foto scattate con questo modello visitate il seguente link:
http://en.polaroid-passion.com/polaroid-600-cameras.php?id=283

1 commento:

  1. ciao devo scegliere tra questa e la 636 close up. qual è la migliore secondo te? grazie

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