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venerdì 2 dicembre 2011

KODAK BROWNIE REFLEX (Synchro Model) (1941)

Negli anni '30 la tedesca Rollei (Franke & Heidecke) lanciò un tipo di fotocamera completamente nuovo e destinato a cambiare il corso della storia: la reflex biottica.
Questo schema tecnico fu subito emulato anche dagli altri due colossi tedeschi, Zeiss e Voigtlander, e il successo di queste macchine fu tale che negli anni a venire la biottica divenne sinonimo di macchina professionale per il medio formato.
I migliori fotografi di moda, ritrattisti, foto-giornalisti e paparazzi ne utilizzavano una; poi seguirono i foto-amatori e infine anche le masse cominciarono a desiderare una biottica.
Seguendo una domanda sempre crescente, nel 1941 anche Kodak realizzò la sua prima biottica, ma lo fece tenendo fede alla sua mission di sempre: rendere accessibile la fotografia anche alle masse.
 
Nata in un epoca dove c'era ancora ampio spazio per la creatività dei progettisti, la "Brownie Reflex" si differenziava da qualsiasi altra biottica per il design assolutamente unico ed innovativo, tant'è che il progetto originale del designer Henry O. Drotning fu "blindato" con un brevetto internazionale nel 1940.
Tra le tante originalità del progetto, la manopola per l'avanzamento della pellicola era posta alla base del corpo macchina e non lateralmente.
La "Brownie Reflex" era una macchina compatta ma estremamente solida, dotata di un corpo realizzato prevalentemente in metallo e con alcune parti in bakelite.
Oltre che per la sua linea, questa macchina si distingueva per la straordinaria luminosità del mirino a pozzetto, che consentiva una agevole inquadratura anche in condizioni di scarsa luce.
Dal punto di vista tecnico, invece, la Brownie Reflex era quanto di più semplice da usare: diaframma fisso a f/11 e tempo di scatto a 1/40 sec. garantivano foto decenti anche agli utenti meno esperti.
Il modello in oggetto costituisce, inoltre, una versione più completa poichè dotata di contatti di sincronizzazione per l'eventuale utilizzo in accoppiata con un flash.
Come ogni biottica degna di tale nome, la fotocamera in oggetto realizza foto di formato quadrato, ma con negativi di dimensioni 4x4cm su pellicola tipo 127.
Quanto alla reperibilità delle pelicole, tengo a precisare che alcune case (Efke e Maco) PRODUCONO ANCORA le pellicole formato 127.
Un sistema più economico è di impiegare le comuni pellicole 35mm, come mostrato dall' ottimo Giuseppe Di Cillo nel suo blog:
http://dicillo.blogspot.com/2007/09/35-mm-in-127-camera-tutorial.html
In questo caso viene sfruttata l'intera area sensibile della pellicola e si ottiene il caratteristico effetto della foto che presenta i fori di trascinamento nella parte inferiore e superiore... un effetto ricreato anche con Photoshop da molti fotografi professionisti!
Concludo dicendovi che questa macchina oggi è molto utilizzata anche in lomografia,  per le caratteristiche della sua ottica, capace di esaltare oltremodo la saturazione dei colori e la presenza di una evidente vignettatura del bordo immagine.
In passato questi apetti erano considerati indice di bassa qualità delle ottiche e conseguenza del basso costo di queste macchine ma dagli anni '90, con l'esplosione della LOMOGRAFIA, tutto è cambiato e anzi oggi si cerca di riprodurre perfino via software gli effetti e le "aberrazioni" di quelle lenti.
Cultori della "Street Photograpy" e artisti dell'immagine, inesperti e smanettoni hanno cominciato ad acquistare e utilizzare queste macchine preferendole al digitale, tant'è che oggi le uniche macchine a pellicola ancora prodotte e vendute sono quasi esclusivamente di tipo lomografico.
Non acquistate una moderna Holga cinese che cade a pezzi dopo pochi rullini!!!
Questa splendida opera di design firmata da "KODAK" (i padri della fotografia moderna) non vi deluderà.

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