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domenica 11 dicembre 2011

ILFORD ENVOY (1956)

Il marchio Ilford oggi è noto soprattutto per le sue pellicole in bianco e nero di livello professionale. In realtà per molti anni Ilford ha anche venduto un ampia gamma di macchine fotografiche, per lo più commissionate alla tedesca Dacora.
 
Non mancarono, tuttavia, modelli fabbricati in Inghilterra come la Advocate, la Sprite e la Envoy.
Il modello Envoy è sicuramente una delle fotocamere dallo stile più inconfondibile prodotte in Europa. Realizzata interamente in bakelite nera, costituiva una evoluzione in chiave moderna delle classiche macchine box.
Delle macchine box riprendeva la semplicità d'uso e l'assenza di regolazioni dei tempi di scatto o del diaframma. Tuttavia, la macchina era dotata della capacità di messa a fuoco selezionabile su due posizioni. Le istruzioni erano semplici e sono riportate sul burdo lente: per i ritratti tirare fuori il corpo lente mentre per i paesaggi spingerlo dentro... tutto qua! Per il resto bastava scattare.
E'importante tener presente che questa macchina impiega pellicole di formato 120, ancora prontamente reperibili in commercio, e realizza fotogrammi di dimensioni 6x9cm. Dunque, a dispetto del suo aspetto antico si tratta di una macchina ancora perfettamente fruibile per foto dal gusto retrò.
Come accade in tutti gli apparecchi di questo tipo, la pellicola viene fatta avanzare con una rotella e non esiste un "fine corsa": l'utente deve fermarsi al momento giusto, controllando il numeretto stampato sulla carta che protegge il lato posteriore della pellicola e che appare da un'apposita finestra sul dorso, chiusa da un vetrino rosso.
Questo aspetto è molto interessante poichè consente di realizzare esposizioni multiple su uno stesso fotogramma e dunque, atraverso la fusione di due o più foto, ottenere effetti artistici molto apprezzabili.

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