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giovedì 15 dicembre 2011

GEVAERT GEVABOX (1951)

Il marchio Gevaert nasce in belgio a fine '800 (1894) ed è noto soprattutto per la fabbricazione di pellicole e materiali chimici per lo sviluppo fotografico. L'evento più rilevante della storia di questo marchio è, comunque, la fusione col colosso tedesco AGFA nel 1964. Le due aziende diedero vita a un unico marchio "Agfa-Gevaert" anche se comunemente si continua a parlare semplicemente di Agfa.
Prima della fusione con Agfa, seguendo una prassi molto comune ad altri fabbricanti di pellicole (Ilford, Adox, GAF, Ferrania, ecc.), anche Gevaert non fabbricava in proprio le sue fotocamere ma ne commissionava la produzione a fornitori esterni. Così, la Gevabox era prodotta in Germania dall'azienda Hermann Wolf.
In realtà esistono tre versioni della Gevabox prodotte tra il 1950 e 1955.
La Gevabox del presente annuncio rappresenta la seconda serie, prodotta dal 1951 al 1955, ed è l'unica realizzata in metallo (le altre due serie erano in bakelite). La produzione era affidata al costruttore tedesco Hermann Wolf. Sebbene le macchine box fossero modelli molto semplici, la Gevabox rivela una cura costruttiva e una qualità nei materiali e nelle finiture non comune.
La macchina, infatti, è ricca di parti cromate e ha un aspetto prezioso e ricercato. Inoltre, a differenza della maggior parte delle box, essa consente di scegliere fra tre diverse aperture diaframma. Infine, è offerta anche la possibilità di regolare la messa a fuoco (ruotando il bordo lente ) laddove le altre box hanno la messa a fuoco fissa e non regolabile.
Come accade in tutti gli apparecchi di questo tipo, la pellicola viene fatta avanzare con una rotella e non esiste un "fine corsa": l'utente deve fermarsi al momento giusto, controllando il numeretto stampato sulla carta che protegge il lato posteriore della pellicola e che appare da un'apposita finestra sul dorso, chiusa da un vetrino rosso. Questo aspetto è molto interessante poichè consente di realizzare esposizioni multiple su uno stesso fotogramma e dunque, atraverso la fusione di due o più foto, ottenere effetti artistici molto apprezzabili.
E'importante, infine, tener presente che questa macchina impiega pellicole di formato 120, ancora prontamente reperibili in commercio, e realizza fotogrammi di dimensioni 6x9cm. Dunque, a dispetto del suo aspetto molto antico si tratta di una macchina ancora perfettamente fruibile per foto dal gusto retrò.
Se cercate una macchina davvero rara o desiderate cimentarvi con la fotografia degli albori e vi imbattete in una di queste fotocamere, prendetela al volo!

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