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giovedì 24 novembre 2011

ZEISS IKON "BABY" BOX TENGOR 54/18 (1931)

Il marchio Zeiss Ikon non ha bisogno di alcuna presentazione: è uno dei costruttori di fotocamere più antichi al mondo e, insieme a Leica e Rollei, rappresenta il top nel mondo della fotografia e dell'ottica.
La qualità dei materiali impiegati, delle ottiche e perfino le metodologie di lavoro seguite fanno di ogni macchina Zeiss, anche la più umile, un oggetto di pregio destinato a durare al di là delle mode e del tempo.
La piccola "Box Tengor 54/18" risale proprio ai primissimi anni di vita del marchio nato nel 1926 dalla fusione di Carl Zeiss, Ica, Contessa nettel, Goerz e Ernemann.
Di forma essenziale e completamente diversa da tutte le sue sorella maggiori "Box Tengor", questo modello si caratterizza per le dimensioni record, che le valsero l'appellativo di "Baby" e ne fanno quasi sicuramente la più piccola macchina al mondo mai realizzata per il medio formato 127.
Pur trattandosi di una macchina molto semplice nella tecnica, come è lecito attendersi da una Zeiss, la macchina è realizzata interamente in solido metallo con inserti e rivestimenti in pelle che le donano un aspetto molto elegante e curato.
Come accade in tutti gli apparecchi di questo tipo, la pellicola viene fatta avanzare ruotando una manopola e non esiste un "fine corsa": l'utente deve fermarsi al momento giusto, controllando il numeretto stampato sul lato posteriore della pellicola e che appare da un'apposita finestra sul dorso, chiusa da un vetrino rosso.
Questo aspetto è molto interessante poichè consente di realizzare esposizioni multiple su uno stesso fotogramma e dunque, attraverso la fusione di due o più foto, ottenere effetti molto artistici.
La "Baby" Box Tengor è quanto di più semplice da usare: basta estrarre il mirino dal corpo macchina e selezionare il tempo di scatto, singolo (1/30 sec.) o posa B, il che basta a garantire foto decenti anche al meno esperto dei fotografi.
Questa fotocamera realizza ben 16 negativi di dimensioni 3x4cm su ciascun rullo di pellicola tipo 127.
Quanto alla reperibilità delle pelicole, tengo a precisare che alcune case (Efke e Maco) PRODUCONO ANCORA le pellicole formato 127.
Un sistema più economico è di impiegare le comuni pellicole 35mm, come mostrato dall' ottimo Giuseppe Di Cillo nel suo blog:
http://dicillo.blogspot.com/2007/09/35-mm-in-127-camera-tutorial.html
 

In questo caso viene sfruttata l'intera area sensibile della pellicola e si ottiene il caratteristico effetto della foto che presenta i fori di trascinamento nella parte inferiore e superiore... un effetto ricreato anche con Photoshop da molti fotografi professionisti!
 

1 commento:

  1. se a qualcuno interessa possiedo questa macchina e ho intenzione di venderla

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