Visualizzazioni totali

giovedì 24 novembre 2011

YASHICA A (1954)

Negli anni '30 la tedesca Rollei (Franke & Heidecke) lanciò un tipo di fotocamera completamente nuovo e destinato a cambiare il corso della storia: la reflex biottica.
Questo schema tecnico fu subito emulato anche dagli altri due colossi tedeschi, Zeiss e Voigtlander, e il successo di queste macchine fu tale che negli anni '50 ormai la biottica era divenuta sinonimo di macchina professionale per il medio formato.
I migliori fotografi di moda, ritrattisti, foto-giornalisti e paparazzi ne utilizzavano una; poi seguirono i foto-amatori e infine anche le masse cominciarono a desiderare una biottica.
Anche molti costruttori giapponesi si cimentarono nell'impresa e,  per circa un trentennio, svilupparono e vendettero una ampia gamma di reflex biottiche. Yashica, Minolta e Ricoh furono i più attivi mentre altri nomi come Nikon, Canon e Pentax preferirono dedicarsi esclusivamente alle reflkex mono-obiettivo per il formato 35mm.
Yashica è stato sicuramente il maggior produttore di biottiche del "Sol Levante". I suoi modelli, in continua evoluzione, sono probabilmente gli unici in grado di tener testa al mito Rollei, sia per la qualità delle ottiche che per la loro pregevole realizzazione.
Prodotta tra il 1954 e il 1957, la "Yashica A" è stata la capostipite della vasta famiglia di biottiche prodotte dal costruttore giapponese e anche la somiglianza con le Rolleiflex tedesche, pietra di paragone per tutti, risulta evidente in questo primo tentativo di produrre una biottica di qualità.
Si tratta, infatti, di una compatta e solida macchina interamente realizzata in metallo che, una volta impugnata, trasmette subito un'impressione di grande qualità.
Anche i principali comandi sono disposti in modo razionale ed intuitivo, in modo da rendere facilmente selezionabili tempi e diaframmi senza dover distogliere più di tanto l'attenzione dal soggetto.
Queste le principali caratteristiche tecniche:
- Obiettivo con lente "Yashikor" con focale di 80mm
- Diaframma a iride tra i gruppi ottici dell'obiettivo, con aperture da f/3.5 a f/22
- Otturatore centrale lamellare "COPAL" con tempi di scatto da 1/25sec. a 1/300sec. più la posa B.
- Inquadratura sia mediante mirino reflex a pozzetto che di tipo sportivo a traguardo
- Messa a fuoco TTL su vetro smerigliato, facilitata con lente di ingrandimento
- Contatto di sincronizzazione e slitta flash
- Possibilità di comando dello scatto a distanza mediante cavetto flessibile
L'utilizzo delle pellicole professionali in rullo di tipo 120, ancora oggi prontamente reperibili, fa di questo gioiello una fotocamera ancora oggi perfettamente fruibile per degli scatti in formato quadrato.
Inoltre, le generose dimensioni dei negativi (6x6cm) consentono forti ingrandimenti e la stampa di poster senza alcuna perdita di qualità!
Un'altro aspetto molto importante per gli artisti della fotografia, è la possibilità che questo modello  consente di realizzare esposizioni multiple... una sorta di composizione ottenuta dalla fusione di due o più scatti sovrapposti sullo stesso fotogramma!

Nessun commento:

Posta un commento