Visualizzazioni totali

domenica 20 novembre 2011

SINOMAX (1964)

Le origini della ormai leggendaria Diana risalgono agli anni '60 e a un'azienda di Hong-Kong denominata Great Wall Plastic Co.
Si trattava di una fotocamera di modestissime pretese realizzata interamente in plastica e dall'aspetto molto fragile in grado, però, di scattare ben 16 pose con negativi di formato quadro 4x4cm su pellicola in rullo 120.
Nonostante questa fotocamera venisse schernita dai cultori della fotografia, grazie al suo prezzo irrisorio riscosse un successo di vendite e una fama planetaria. Addirittura, la stessa fotocamera fu venduta con circa 10 nomi diversi e con dfferenze solo marginali rispetto alla Diana "classica".
A dispetto di tutto, per molti la Diana fu il primo passo verso la fotografia e le immagini generate dalla sua lente in plastica, sebbene lontane dall'alta fedeltà, furono l'unico mezzo accessibile per immortalare ricordi di famiglia e persone care...  
Cessata la produzione sul finire degli anni '70, la Diana e le sue sorelle sono rapidamente finite nel dimenticatoio o usate come "Toy Cameras" ossia "Macchine-Giocattolo" date in mano ai ragazzini per giocarci o per fargli compiere i primi passi in fotografia.
Negli anni '90, però, tutto è cambiato e lo stesso concetto di fotografia ha subito delle revisioni che, lo si ammetta o no, hanno portato molti ad avvicinarsi alla fotografia pur senza aver letto manuali, riviste o frequentato corsi...
E' nata la LOMOGRAFIA il cui motto è "Cogli l'attimo" e cioè scattare d'istinto, per strada, senza curarsi delle impostazioni migliori.
Una foto sottoesposta non è necessariamente una foto sbagliata se i colori sono saturi e brillanti. La vignettatura dei bordi non è più un difetto delle lenti troppo economiche. Le pellicole scadute non sono più da buttare via ma semmai una occasione in più per scattare foto a prezzi stracciati ... l'importante è solo cogliere l'attimo!
E così il mondo della fotografia si è spaccato in due: da un lato i colossi storici che creano digitali sempre più evolute e a prova di errore. Dall'altro lato coloro che cercano volutamente il mosso, che sostengono ancora la superiorità della pellicola rispetto al sensore e che alimentano una crescente fetta di mercato dell'analogico.
Ma, oltre ai lomografi, sono stati i cinesi a "cogliere l'attimo"... sotto la spinta del mercato è stata riavviata la produzione della DIANA ma sono nati anche nuovi cloni come la HOLGA, venduti a prezzi da capogiro!!!
Le vecchie DIANA tanto derise in passato oggi vengono prodotte di nuovo e acquistate a caro prezzo e le loro lenti scadenti sono emulate senza successo da Photoshop e dagli altri software di grafica e fotoritocco.
La SINOMAX non è altro che una delle tante varianti della Diana "classica"; sicuramente la variante più vicina poichè anche la scatola della confezione è la stessa ma con un'unica differenza: ritrare un bambino diverso!
Dunque, non un moderno clone della Diana originale ma un autentica macchina vintage, direttamente dagli anni '60. 
La semplicità d'uso è quella classica della Diana: messa a fuoco su 3 differenti distanze, diaframma regolabile su tre diverse posizioni e tempo di scatto singolo più la posa B.
Per ulteriori informazioni su questo modello ed esempi di foto scattate, visitate i seguenti links:
http://www.diana-camera.com/cameras.php
http://www.camerapedia.org/wiki/Diana
http://making-the-noise.blogspot.com/search/label/diana%20clone

Nessun commento:

Posta un commento