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martedì 8 novembre 2011

KODAK BROWNIE REFLEX 20 (1959)

Negli anni '30 la tedesca Rollei (Franke & Heidecke) lanciò un tipo di fotocamera completamente nuovo e destinato a cambiare il corso della storia: la reflex biottica.
Questo schema tecnico fu subito emulato anche dagli altri due colossi tedeschi, Zeiss e Voigtlander, e il successo di queste macchine fu tale che negli anni '50 ormai la biottica era divenuta sinonimo di macchina professionale per il medio formato.
I migliori fotografi di moda, ritrattisti, foto-giornalisti e paparazzi ne utilizzavano una; poi seguirono i foto-amatori e infine anche le masse cominciarono a desiderare una biottica. 
Seguendo una domanda sempre crescente, anche Kodak realizzò dei modelli di biottica, ma lo fece tenendo fede alla sua mission di sempre: rendere accessibile la fotografia anche alle masse.
La "Brownie Reflex 20" del 1959 era una macchina davvero accattivante e, sebbene prodotta inizialmente solo negli Stati Uniti, per il suo enorme successo fu subito commercializzata anche in Europa.
Essa era dotata di un corpo realizzato prevalentemente in bakelite e con alcune parti in metallo ma, oltre che per la sua linea, ciò che più piaceva era la straordinaria luminosità del mirino a pozzetto, che consentiva una agevole inquadratura anche in condizioni di scarsa luce.
Tecnicamente questa fotocamera era quanto di più semplice da usare: diaframma fisso a f/11 e tempo di scatto a 1/40 sec. mentre la messa a fuoco era possibile ruotando l'obiettivo su tre differenti posizioni: "Primi piani", "Gruppi" e "Paesaggi".
Diversamente dalle altre biottiche, la manopola per l'avanzamento della pellicola era posta alla base del corpo macchina e non lateralmente.
Ovviamente la macchina era dotata anche di contatti per l'utilizzo del flash.
Come ogni biottica, anche la "Brownie Reflex 20" produce fotogrammi di un generoso formato quadrato 6x6 su pellicola 620.
Sebbene fuori produzione, è bene sapere che il formato 620 non è altro che l'attuale 120 montato su un rocchetto più sottile per cui, queste fotocamere sono ancora pienamente utilizzabili.
In rete esistono numerosi tutorial illustrati che spiegano passo passo come utilizzare le comuni pellicole 120 nelle macchine di formato 620. Ecco qualche esempio:
www.inficad.com/~gstewart/respool.htm
www.brownie-camera.com/respool/respool.shtml
www.prairienet.org/b-wallen/BN_Photo/Kodak620.htm
www.camerapedia.org/wiki/120_film
www.rapidphoto.net/respool.pdf

Se preferite, c'è addirittura chi spiega come utilizzare un normale rullino 35mm in una machina del genere:
http://dinnerpicasso.blogspot.com/2008/02/loading-35mm-film-in-kodak-duaflex-ii.html
Concludo dicendovi che questa macchina oggi è molto utilizzata anche in lomografia,  per le caratteristiche della sua ottica, capace di esaltare oltremodo la saturazione dei colori e la presenza di una evidente vignettatura del bordo immagine.
In passato questi apetti erano considerati indice di bassa qualità delle ottiche e conseguenza del basso costo di queste macchine ma dagli anni '90, con l'esplosione della LOMOGRAFIA, tutto è cambiato e anzi oggi si cerca di riprodurre perfino via software gli effetti e le "aberrazioni" di quelle lenti.
Cultori della "Street Photograpy" e artisti dell'immagine, inesperti e smanettoni hanno cominciato ad acquistare e utilizzare queste macchine preferendole al digitale, tant'è che oggi le uniche macchine a pellicola ancora prodotte e vendute sono quasi esclusivamente di tipo lomografico.
Non acquistate una moderna Holga cinese che cade a pezzi dopo pochi rullini!!!
Questa splendida opera di design firmata da "KODAK" (i padri della fotografia moderna) non vi deluderà.

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