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martedì 8 novembre 2011

FUJICA ST-701 (1971)

Com'è noto, gli anni '70 videro la definitiva affermazione dell'industria fotografica giapponese a livello mondiale. L'industria tedesca, in seria crisi per i costi di manodopera divenuti proibitivi, aveva ormai perso la sua leadership tecnica limitandosi a prodotti di nicchia per pochi privilegiati.
I modelli giapponesi dettavano ormai le tendenze di mercato, sia nello stile che nella tecnica.
Il modello "ST701" rappresenta una tappa storica per il marchio Fuji, poichè fu il primo modello a utilizzare ottiche intercambiabili (le reflex precedenti erano a ottica fissa).
Anche sotto il piano stilistico la scelta fu audace: in un epoca caratterizzata da macchine grosse e imponenti, dalle linee spigolose e dai "pesi massimi", Fujica andò contro-corrente con una scelta orientata alla compattezza e all'eleganza, sulla scia delle Pentax Spotmatic e delle Miranda di fine anni '60. 
La "ST-701" rappresenta senz'altro una delle più belle macchine prodotte da Fujica e ancora oggi è un esempio mirabile di come debba essre costruita una reflex.
Compatta, facile da maneggiare e dotata di ogni particolare tecnico che si potesse desiderare all'apoca, questa macchina fu realizzata sia in versione Silver che Black.
Di seguito riporto le principali caratteristiche tecniche di questo modello:
- Rinomata lente "Fujinon" con lunghezza focale di 55mm e apertura massima a f/1.8
- Diaframma con aperture da f/1.8 a f/16
- Otturatore sul piano focale con tendine in tela a scorrimento orizzontale e tempi di scatto da 1sec. a 1/1.000sec
- Esposimetro CDS con lettura di tipo TTL e sensibilità ISO 25-3200
- Autoscatto
- Pulsante per la verifica della profondità di campo
- Baionetta con passo a vite M42 che rende la macchina compatibile con una miriade di lenti (dalle eccellenti Fujica a quelle di terze parti) per ogni tasca.
La Fujica ST701 è considerata uno dei migliori esempi di macchina reflex completamente manuale mai costruita: corpo compatto ed ergonomico, linea elegante e intramontabile, grande qualità sia costruttiva che delle ottiche Fuji.
Il suo funzionamento è garantito dal solo utilizzo della meccanica visto che non ci sono parti meccaniche comandate elettronicamente. Messa a fuoco, settaggio dei tempi e apertura diaframma; tutto è meccanico e a comando manuale.
L'unica eccezione rimane l'esposimetro, che funziona con 2 pile a bottone da 1,35 Volts. Unica pecca: le pile utilizzabili sono originariamente di quelle al mercurio oramai fuori commercio, ma possono essere sostituite tranquillamente con pile zinco/aria del tipo MRB400.
La Fujica ST701 è una macchina universale, ottima sia per lo studente di fotografia che voglia capire come funzionano veramente le apparecchiature fotografiche 35mm senza l'ausilio di tutti gli automatismi oggi presenti, sia per l'amatore più esigente, che intenda continuare a utilizzare il suo intramontabile parco ottiche con passo a vite M42.

3 commenti:

  1. L'ho da poco; la mia è la versione Silver.
    Confermo: le due pile dell'esposimetro al mercurio possono essere sostituite tranquillamente con pile zinco/aria del tipo MRB400.

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  2. La fotocellula dell'esposimetro non è al CDS ma al silicio.

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  3. La fotocellula dell'esposimetro non è al CDS ma al silicio.

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