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martedì 8 novembre 2011

KING PACER 35 K (1973)

Gli anni '70 si possono considerare la vera e propria età dell'oro per le fotocamere  35mm. Canon, Olympus, Konica, Minolta, Ricoh, furoreggiavano con le loro compatte di eccellenza!
 
Modelli come le Olympus 35SP, Minolta Hi-Matic E e Konica C35 stupivano il mondo per la straordinaria qualità delle loro ottiche, per il design compatto e la possibilità di messa a fuoco accurata grazie alla presenza del telemetro.
 
Ma mentre il mondo intero inseguiva l'automazione e l'elettronica veniva applicata in modo sempre più massiccio alla fotografia, l'industria tedesca rimaneva fedele ai suoi canoni storici: semplicità costruttiva, qualità dei materiali e affidabilità.
 
Macchine come le Agfa Silette, o le Beirette o le stesse Pacer 35 K apparivano un po' indietro, con la loro completa manualità... eppure oggi la maggior parte di esse è ancora perfettamente funzionante.
Le giapponesi, invece... necessitano di costose riparazioni e passano continuamente di mano su ebay!
 
La KING Pacer 35 K è dotata di nn corpo macchina letteralmente tascabile, una linea ancora moderna e accattivante, e di una dotazione tecnica di tutto rispetto a dispetto dei suoi quasi 40 anni.
 
Un modello anche piuttosto raro a trovarsi e che costituisce un ottima scelta per chi voglia cimentarsi nella fotografia a pellicola senza le complicazioni dei modelli più "evoluti". 
 
Queste le principali caratteristiche:
- Obiettivo con lente "Rexar" con focale di 40mm
- Diaframma a iride  fra i due gruppi ottici dell’obiettivo, con aperture da f/2.8 a f/16
- Otturatore con 4 tempi di scatto da 1/30sec. a 1/300sec. 
- Inquadratura con mirino galileiano
- Messa a fuoco su scala metrica mediante rotazione della ghiera dell’obiettivo
- Slitta e contatto di sincronizzazione per flash esterno
- Possibilità di comando a distanza dell'otturatore mediante cavetto flessibile

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